{"id":549,"date":"2021-01-07T17:56:54","date_gmt":"2021-01-07T17:56:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.villawenner.it\/blog\/?p=549"},"modified":"2022-01-12T08:44:16","modified_gmt":"2022-01-12T08:44:16","slug":"549","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.villawenner.it\/blog\/2021\/01\/07\/549\/","title":{"rendered":"Storytelling di un vissuto con amore"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-113\" src=\"http:\/\/www.villawenner.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/VILLA-WENNER-150x150.jpg\" alt=\"villa-wenner\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.villawenner.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/VILLA-WENNER-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.villawenner.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/VILLA-WENNER-125x125.jpg 125w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/>Ripartiamo con un personale <strong>Storytelling<\/strong>.<br \/>\nL\u00ec, nella grande villa col suo splendido parco, non ci sono nata, ci sono arrivata d\u2019estate, e l\u2019arietta di agosto con il cielo limpido di oggi mi riporta ad un preciso momento.<br \/>\nVenivamo da Roma, era un pomeriggio del 1976.<br \/>\nLa meta era proprio <a href=\"http:\/\/www.villawenner.it\">villa Wenner<\/a>, un\u2019abitazione signorile che era stata, a partire dalla seconda met\u00e0 del XIX secolo, la residenza della famiglia Wenner, principale promotrice degli insediamenti industriali tessili nella Valle dell\u2019Irno. <strong>Don Alberto Wenner<\/strong> la fece costruire nel 1862 sul terreno comunale di <a href=\"http:\/\/www.comune.pellezzano.sa.it\">Pellezzano<\/a>, nella localit\u00e0 ancora oggi denominata Villini Svizzeri: in loco sorsero, infatti, altre costruzioni destinate alle famiglie dei cogerenti e degli impiegati delle industrie stesse.<br \/>\nUn posto magico stava per diventare casa nostra.<br \/>\n\u201cMa allora, quando arriviamo?\u201d<br \/>\nLa mia voce cominciava a tradire impazienza.<br \/>\nTra battute scherzose e richiami, tutta la famiglia composta da cinque persone \u2013 mamma <strong>Dina<\/strong>, pap\u00e0 <strong>Vincenzo<\/strong>, le mie due sorelle <strong>Teresa<\/strong> e <strong>Isabella<\/strong>, e naturalmente io, la piccola Rosetta \u2013 si ritrov\u00f2 davanti ad un maestoso, storico, cancello da aprire. Il nonno Vito, che ha vissuto gli ultimi anni della sua vita con noi, sostenuto nella vecchiaia dalla forza e dalla bellezza del luogo, ci avrebbe raggiunto dopo qualche settimana.<img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-550\" src=\"http:\/\/www.villawenner.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/blog3-150x150.jpg\" alt=\"Le sorelle Scarpa\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.villawenner.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/blog3-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.villawenner.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/blog3-125x125.jpg 125w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><br \/>\nLa fantasia di una bambina di nove anni che si scopriva di colpo a scorrazzare in un giardino davanti ad un\u2019imponente dimora, si eccitava moltissimo, ma nella totale ignoranza, in quell\u2019 istante, di ci\u00f2 che era stato e del futuro.<br \/>\nComunque, il senso del mistero c\u2019era, ed in ogni caso, la prima emozione avuta scendendo dall\u2019automobile, fu proprio il giardino. Prato\u2026 Che gioia! Lo potevo calpestare, correrci sopra. Lo Stenotaphrum alto aveva delle spighe, a me sembravano strane perch\u00e9 era un tipo di erba che non conoscevo ancora. Mia madre alzava gli occhi e guardava gli alberi: il Cedro del Libano, l\u2019Albero di Giuda, il Pino domestico\u2026 tutti nomi che non sapevo; \u00e8 stata proprio lei, col tempo, adinsegnarmeli.<br \/>\nLe ortensie all\u2019angolo della villa posseggono ancora una bellezza, non hanno mai richiesto innaffiatura neanche nei periodi estivi pi\u00f9 caldi. Ci sono da sempre, le ho trovate anche in alcune foto storiche.<br \/>\nOgni immagine, ogni profumo e soprattutto ogni ricordo ha un valore prezioso, una pietra su cui costruire.<!--more--><br \/>\nAlcune persone, anziani del paese con cui i miei genitori avevano stretto amicizia e che frequentavano casa, mi raccontavano molti aneddoti sulla presenza degli Svizzeri e sui precedenti abitanti. Io ascoltavo attenta ed assorbivo tutto facendo quasi diventare quelle storie miei ricordi.<br \/>\nUn altro episodio molto importante impresso nella mia memoria fu l\u2019apertura del giardino e della villa che un anno si fece per una manifestazione, una giornata di libero accesso a luoghi e siti storici, anche privati.<br \/>\nFino a quel momento che s\u00ec, mi piaceva il giardino, la casa, ma mi resi conto che inconsciamente avevo sempre creduto di vivere in un posto \u201cnormale\u201d. Lo sguardo delle persone che arrivavano mi smentiva.<br \/>\nDa allora per me, il bisogno di condividere \u00e8 diventato fondamentale.<br \/>\nCi sono state molte occasioni, importantissime, in cui ho potuto condividere: iniziative culturali riguardanti la storia di questo luogo, eventi, momenti che hanno inciso fortemente su di me e sulla mia vita.<br \/>\nNuove amicizie, legami, una consapevolezza nuova; ad esempio, \u00e8 rimasto un ottimo rapporto con alcuni discendenti della famiglia Wenner, ed anche tutte le loro testimonianze sono state fondamentali per farmi sentire felice di quello che il destino mi aveva riservato.<br \/>\nCi sono state anche esperienze negative, che hanno segnato profondamente non solo me e la mia famiglia, ma un territorio intero.<br \/>\nEra il 23 novembre 1980. Ricordo molto bene quel tardo pomeriggio. Il mio mondo era tutto nei libri di seconda media. Poco prima un caldo strano, quasi piacevole. Poi un boato, uno squarcio sul cielo nel tetto dicamera mia, un cielo senza stelle.<br \/>\nIn quel momento la paura fece da padrona.<br \/>\nUna terribile scossa di terremoto aveva sconvolto l\u2019anima dalla natura stessa.<br \/>\nDi l\u00ec a quattro anni mio padre ci avrebbe improvvisamente lasciati per un attacco di cuore. Ci lasci\u00f2 non prima di avere rimesso in piedi tutta la villa, villa Wenner che era diventata per sua volont\u00e0 anche <strong>villa Dina<\/strong>, il nome dell\u2019unica vera donna della sua vita.<br \/>\nFu dal quel preciso momento che capii il valore straordinario di mia madre, come donna e come lottatrice contro ogni difficolt\u00e0 per difenderequesto luogo.<br \/>\n\u00c8 come se la rivedessi nelle sue battaglie quotidiane, e questo mi fa affrontare meglio le mie battaglie di oggi.<br \/>\nL\u2019amore per la natura, il bisogno di essere nella natura, ha sempre prevalso.<br \/>\nMe lo aveva inculcato lei.<br \/>\nQuando la mattina mi alzo, entro in cucina ed attraverso la grande finestra, vengo accolta dalla vista sul maestoso acero &#8211; un albero bellissimo, che col suo sembrare eterno, in realt\u00e0, scandisce il tempo<br \/>\nmutando foglie e colori &#8211; mi sembra di avere i suoi stessi occhi, gli occhi di<br \/>\nquando piantavamo i gelsomini, sceglievamo i gerani\u2026<br \/>\nNo, io non sono sicuramente lei, ma il nostro giardino ha contribuito a creare tra noi un legame indissolubile, che va oltre, oltre una tremenda giornata, sempre d\u2019agosto, quando ci avrebbe lasciate. Ci doveva lasciare per essere sempre qui.<br \/>\nCome dicevo all\u2019inizio, in questo posto fatto di verde, di storia, non ci sono nata, e non posso neanche essere certa che ci morir\u00f2. La cosa non mi sembra abbia molta importanza.<br \/>\nOggi sono sicurissima di un\u2019altra cosa, di appartenere a questo giardino, a questa casa, a questa terra e alla sua storia in modo viscerale.<br \/>\nSi tratta semplicemente d\u2019amore. Perch\u00e9 un luogo \u00e8 di chi lo ama.<img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-551\" src=\"http:\/\/www.villawenner.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/blog2-150x150.jpg\" alt=\"Rosa Scarpa\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.villawenner.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/blog2-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.villawenner.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/blog2-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.villawenner.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/blog2-800x800.jpg 800w, https:\/\/www.villawenner.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/blog2-125x125.jpg 125w, https:\/\/www.villawenner.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/blog2.jpg 1042w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ripartiamo con un personale Storytelling. 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