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FESTA DELLA PRIMA COMUNIONE NEI GIARDINI STORICI : PER LA FELICITÀ DI GRANDI E PICCINI

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Parliamo di Prime comunioni. In caso non l’avesse già fatto, il parroco vi comunicherà a breve la data della prima comunione di vostro figlio e dovete organizzare la festa?
Primo punto su cui riflettere: l’evento è un po’ di tutti i partecipanti, quindi cerchiamo di rispondere ai gusti di tutti, sempre con la semplicità che un sacramento religioso richiede.
Secondo aspetto da considerare: avviarsi per tempo è comunque un vantaggio. Ci si può coordinare meglio con le mamme degli amichetti da invitare, alcuni dei quali sicuramente faranno la comunione più o meno nello stesso periodo, la scelta delle location per quel giorno è più ampia etc.
Per la prima comunione, come per tutti gli eventi, vale sempre la regola “affidarsi a professionisti è meglio”. Semplicità ok, ma ricordiamo, soprattutto per quanto riguarda la ristorazione, il banqueting, che l’eccessivo risparmio può celare sorprese non sempre gradite. E mi raccomando, per gli animatori: professionalità, professionalità… Professionalità!
E veniamo al punto centrale: dove?
L’ideale sarebbe un luogo che, come detto prima, renda felici tutti, perché non diventi solo una adesione doverosa od un atto formale, ma un momento piacevole ed unico da ricordare per ogni invitato.
Molte ville storiche che si aprono ad eventi privati catturando gli adulti per il loro fascino, come villa Wenner, offrono giardini bellissimi per giochi, frizzi e lazzi per bimbi, in modo anche istruttivo.
L’aspetto pratico da non sottovalutare è che una villa con giardino può anche garantire spazi naturalmente suddivisi per giovani pieni di energia e, diciamo così, diversamente giovani.
E poi, educare al bello e al suo fascino è importante, giusto?
E allora forza e coraggio, si festeggia! Cresceranno presto…

DALLA MOSTRA DELLA MINERVA ALLE DOMENICHE A PORTE APERTE: VILLA WENNER, PERCHÉ UN LUOGO È DI CHI LO AMA

pellezzanoCon il patrocinio morale del Comune di Pellezzano, la famiglia Scarpa, proprietaria di villa Wenner, apre le porte della sua storica e prestigiosa dimora.
Infatti, nelle seguenti domeniche di aprile e maggio 2017: 30 aprile, 7 maggio, 14 maggio, 21 maggio, 28 maggio, con i seguenti orari: dalle 10.30 alle 13.00 dalle 16.00 alle 19.00, previo appuntamento, i giardini e il piano terra della villa saranno visitabili gratuitamente.
Un’ importante occasione per far conoscere, valorizzare un bene parte della storia del nostro territorio.
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Questo fine settimana (7,8 e 9 aprile) villa Wenner sarà anche presente ad un’importantissima iniziativa, la mostra della Minerva a Salerno, presso la villa Comunale, e qui si potranno avere tutte le informazioni.

La Storia

STORICA

Villa Wenner è stata, a partire dalla seconda metà del XIX secolo, la residenza della famiglia Wenner, principale promotrice degli insediamenti industriali tessili nella Valle dell’Irno. Don Alberto Wenner la fece costruire nel 1862 sul terreno comunale di Pellezzano, nella località ancora oggi denominata Villini Svizzeri: in loco sorsero, infatti, altre costruzioni destinate alle famiglie dei cogerenti e degli impiegati delle industrie stesse.
Per la progettazione dell’insediamento svizzero fu chiamato l’architetto Stefano Gasse, già celebre a Napoli per avere progettato la facciata di Palazzo S. Giacomo, sede municipale, ed il Boschetto della Villa Reale.
Il Gasse rimase molti mesi a Pellezzano per seguire da vicino i lavori e volle dare al tutto, anche al parco circostante, uno stile tipicamente neoclassico.
Villa Wenner fu poi realizzata su specifico progetto dell’architetto svizzero Adolfo Mauke. Pregevoli sono i camini; molti elementi in ghisa furono realizzati nelle fonderie annesse alle industrie tessili: il cancello, gli inserti sovrastanti le finestre, le ringhiere delle balconate, il portico principale della villa ed il ponte d’ingresso al quale si accede dal piazzale alla fine di via Filanda.
La villa ha ottenuto nel 1984 il vincolo del Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali.
I Wenner rimasero proprietari dell’edificio fino al 1976, anno in cui diventò la dimora della famiglia Scarpa, la quale attualmente abita il primo e il secondo piano, mentre il piano rialzato e gli annessi giardini sono utilizzati per ricevimenti e cerimonie.

Mi sposo, raccontami la storia!

cantastorieAbito scelto, location e banqueting pure, lista degli invitati ok, musica a posto, tema definito, ansie della wedding planner placate, almeno momentaneamente… sì , ma mi sposo, ho anche il fotografo, basterà a raccontare?
Nelle ultime tendenze wedding avere qualcuno che racconta per te la storia del tuo matrimonio, che è in grado di divulgarla, pubblicarla, è il massimo!
Associando al tradizionale shooting fotografico e video una sorta servizio “giornalistico”, potremmo definirlo meglio storytellig dell’evento, si potrà offrire pubblicazione sui principali social, su blog personalizzati, su mini libri da utilizzare eventualmente come bomboniere, e soprattutto una cronaca per la memoria del proprio matrimonio.
Ne abbiamo parlato con Valentina Roselli, giornalista fiorentina “con molta voglia di cambiare le cose”. In effetti, è stata lei nel 2013 a creare in Italia questa innovazione, un servizio in più nella filiera wedding.cantastorie2
Dalla piacevolissima chiaccherata con Valentina sono emersi due aspetti fondamentali: il primo è che, come accennavamo all’inizio, il bisogno intercettato di raccontarsi ha un efficace ed attuale riscontro. Il secondo è che, per fare questo, bisogna avere grande apertura, una professionalità con spirito di rete e collaborazione.
Cari sposi, sono questi gli aspetti da considerare nella scelta di chi ci seguirà nel descrivere, con immagini e non solo, il Vostro Giorno.
Celebrate and tell me more… cantastorie3

Fotografia e matrimonio… primo sguardo utile

13151515_10209450797771182_2993302517094805989_nCatturare ed immortalare emozioni… sì, un’istante, ma ci sono ancora momenti , come quello di un matrimonio, dove si chiede qualcosa che duri per sempre, fosse pure la felicità di quell’ istante.. e allora click!
E vogliamo parlare dell’era dell’immagine? È la nostra!
Le immagini sui social network.. nemiche o amiche dell’arte di un grande fotografo per matrimoni?
Visto che le domande sono tante, andiamo con ordine, e soprattutto… scegliamo le domande giuste..
Ecco uno stralcio di un interessante articolo pubblicato sul portale Dire Donna
Cosa chiedere al fotografo del matrimonio
La scelta del fotografo dovrebbe partire da una piccola indagine che possiamo svolgere in modo piuttosto semplice. Se c’è un fotografo che abbiamo già avuto modo di apprezzare, di cui ammiriamo lo stile e che è ben referenziato da parte di conoscenti, parenti o amici allora siamo già sulla strada giusta. Ma quali sono le domande da rivolgergli prima di affidargli del tutto il nostro matrimonio?
Chi sarà effettivamente a scattare le foto o a girare il video: alcuni fotografi possono infatti servirsi di assistenti e collaboratori. Scelta niente affatto discutibile, soprattutto perché il fotografo non sarebbe in grado di far tutto da sé nella maggior parte dei casi. Chiarire in anticipo chi sarà a fare cosa è comunque un modo per evitare eventuali contrasti successivi.
Il tempo in cui il fotografo sarà presente: un matrimonio è fatto di molteplici momenti, dalla preparazione degli sposi all’arrivo in chiesa, dalla cerimonia ai più o meno lunghi festeggiamenti, ed è quindi giusto concordare in anticipo per quanto tempo il fotografo potrà essere a propria disposizione.
Costi: il fotografo deve fornire nel dettaglio il prospetto dei costi complessivi per il tipo di lavoro richiesto. Oltre alle fotografie e alle riprese occorre chiarire anche se vi siano somme aggiuntive per eventuali trasferte da affrontare o per eventuali situazioni impreviste.
Se verranno consegnati tutti gli scatti oppure no: un servizio fotografico è ovviamente il risultato di un lavoro di selezione, in cerca del materiale migliore da sfruttare. È bene dunque chiarire in anticipo se ci verranno consegnati anche i materiali non inclusi nel lavoro finale (ad esempio su un CD o su una chiavetta o memory card) e gli originali, e se questo abbia oppure no un costo aggiuntivo.
Chi sceglierà le foto: sarà il fotografo a farlo oppure saremo noi? Un dettaglio non da poco da chiarire in via preliminare.
L’album: il fotografo del nostro matrimonio deve offrirci dei modelli di album fotografici da visionare, in modo tale che si possa avere un’idea precisa di cosa ci sarà consegnato alla fine (a meno che non siamo noi stessi a suggerire ciò che vorremmo ottenere). In teoria dovrebbe essere possibile poter visionare anche una prova dell’album, in modo tale che si possano apportare eventuali modifiche prima di consegnare il lavoro definitivo.
Eventuali sostituti: anche se si tratta di un’opzione remota, può accadere che il fotografo possa non essere presente il giorno del matrimonio (un malore o altri imprevisti che gli impediscano oggettivamente di non poter svolgere il suo lavoro). In questo caso occorre stabilire cosa potrebbe accadere se si verificasse un’ipotesi del genere. Verba volant scripta manent (come dicevano gli antichi), la soluzione migliore resta sempre quella di prendere accordi scritti: con un contratto in mano sarà certamente più facile far valere a posteriori diritti di cui disponevamo. E questo, ovviamente, vale per qualsiasi aspetto concordato col fotografo del nostro matrimonio.
E tornando al discorso sui social, questi rappresentano una grande opportunità, più che un ostacolo.
L’esigenza del comunicare con la fotografia infatti ha allargato i confini: se prima era l’evento in sé, il matrimonio al centro dell’obiettivo, ora tutta la filiera dell’organizzazione eventi , dal food design agli allestimenti, alle location, necessita di foto di qualità e professionali per presentarsi.
Ci sei? Fatti vedere, soprattutto nel giorno più bello.