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Diciotto anni nel 2018, a villa Wenner.

Diciotto anni nel 2018, a villa Wenner. I diciottenni dell’anno appena finito. DSCN2470Posiamo con certezza identificare una vera e propria generazione. Amano location antiche e prestigiose. Per loro, il diciottesimo compleanno è un momento importante, un debutto in società, come ai vecchi tempi.46441155_10216466480648962_1407289710056833024_n
Ma vecchi non sono questi ragazzi. Conoscendoli bene si avverte qualcosa di particolare.40467977_2089990911247540_8803269762235760640_n
Forza e positività misteriosa, che va oltre l’essere semplicemente “giovani”. Forse il tutto deriva dal fatto che sono nati fuori dalle brutture del Novecento o forse. .. chi lo sa.
Ricordate nel marzo scorso la marcia su Washington di più di ottocentomila ragazzi del movimento Never Again per dire no alle armi nelle scuole? questo è lo spirito che li muove.
Maturità da vendere, seri ma non pesanti. Guardano al futuro già consapevoli che tutto può cambiare, ma che qualcosa di bello, le tracce fondamentali da seguire quelle no, non cambieranno mai.
Ascoltano i Symphoniacs, Arianna Grande, vogliono buoni risultati a scuola e sono competitivi, sanno anche fare squadra quando serve. Ascoltano, ascoltano tanto e si fanno guidare, ma quando hanno un’idea chiara… nessuno li smuove.
A volte sembrano solo assecondarti, ed è lì che devi lasciare spazio e far sì chi spicchino il volo.
Dicono che sembrano tutti uguali, che tendono a crearsi immagini simili tra loro. Forse è solo chi li guarda dall’esterno che commette l’errore di etichettarli, travisandone l’immagine.
Qui ne abbiamo conosciuti tanti quest’anno che hanno festeggiato il loro compleanno o che sono venuti invitati da amici.DSCN2823
Si comportano e fanno le loro scelte in modo consapevole, con il desiderio della convivialità e della condivisione con amici e parenti anche di età diverse, In barba agli stereotipi di musica assordante, dipendenza tecnologica e logiche da braco. Alle loro feste non manca mai il video, vogliono già cercare qualcosa di memorabile nella giovane storia della loro vita. Come per dire: la relazione umana e l’affettività prima.28701291_10213754108599175_205901574525169830_o
Dunque, i diciottenni 2018 a villa Wenner, noi li abbiamo conosciuti così.DSCN2463DSCN2713

villa Wenner e Royal wedding, può essere per tutti

A villa Wenner per organizzare un matrimonio da favola?villa-wenner
Prima di rispondere, focalizziamo alcuni punti.
Tempo di matrimonio principesco in Gran Bretagna, in questi giorni siamo tutti attaccati ai social e ai tabloid per vedere, commentare e sognare.
Perché?
Perché da sempre tutti desideriamo vivere una favola, perché ultimamente, proprio ciò accade in un mondo che un tempo sembrava inaccessibile, si palesa in realtà molto più vicino ed accessibile di quanto comunemente non si pensi.

Nozze reali a confronto

Nozze reali a confronto

royal-wedding-comparison-meghan-markle-wedding-dress-1526759055Kate, Meghan, donne normali sicuramente non appartenenti ad ambienti aristocratico – alto borghesi (per non dire massoni) con un vissuto certamente non da principesse predestinate. Perché allora non una di noi? Questa, in sintesi, la grande rivoluzione.
E qui non si può prescindere da un dato: la strada l’aveva spianata lei, lady D, con la sua lotta alle ipocrisie e il suo essere sincera fino a mostrarsi con tutte le sue fragilità. In realtà una grande forza. Il prezzo pagato sappiamo tutti è stato caro, forse troppo, chi lo può dire.lady Diana Spencer
Ma ora siamo qui, col dono più grande: poter sognare.
Ed avendo allora sdoganato il concetto che tutte possiamo essere principesse e nobili nei valori, permettendoci un gran giorno da favola, entriamo nei dettagli.
Certamente, scegliere una dimora storica come villa Wenner è il primo passo verso un matrimonio regale, ma vorremmo aggiungere anche alcuni saggi consigli.
Cominciamo col dire che non sono i soldi o il budget investito che costruiscono un evento esclusivo, ma il saper scegliere e il gusto. Un poeta di particolare sensibilità, Davide Rondoni, ha detto che il gusto ci salverà, e noi ci crediamo.
Rimanendo in tema di location, non tutte le dimore storiche, villa Wenner compresa, hanno dei costi inaccessibili.
Il secondo e prezioso consiglio è quello di non copiare! Ognuno di noi ha un proprio stile e dei propri desideri. Quelli sono i veri sovrani. Appaghiamoli secondo le nostre possibilità e saremo re e regine.
Vi ricordate il film Sabrina? Dopo l’uscita nelle sale cinematografiche una valga di neonate furono battezzate col nome di Sabrina. Non risulta che siano diventate tutte Audrey Hepburn. Per questa ragione, copiare l’abito di Meghan non ci farà somigliare a lei.
Usiamo libertà anche nel farci consigliare, ascoltiamo tutti ma alla fine dobbiamo decidere noi, per l’abito, gli invitati, il menu, la musica e su ogni aspetto.
Proprio Meghan e Harry hanno insegnato che dare la propria impronta “sovrana” è possibile.


E allora? Allora che sia il nostro royal wedding party

FESTA DELLA PRIMA COMUNIONE NEI GIARDINI STORICI : PER LA FELICITÀ DI GRANDI E PICCINI

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Parliamo di Prime comunioni. In caso non l’avesse già fatto, il parroco vi comunicherà a breve la data della prima comunione di vostro figlio e dovete organizzare la festa?
Primo punto su cui riflettere: l’evento è un po’ di tutti i partecipanti, quindi cerchiamo di rispondere ai gusti di tutti, sempre con la semplicità che un sacramento religioso richiede.
Secondo aspetto da considerare: avviarsi per tempo è comunque un vantaggio. Ci si può coordinare meglio con le mamme degli amichetti da invitare, alcuni dei quali sicuramente faranno la comunione più o meno nello stesso periodo, la scelta delle location per quel giorno è più ampia etc.
Per la prima comunione, come per tutti gli eventi, vale sempre la regola “affidarsi a professionisti è meglio”. Semplicità ok, ma ricordiamo, soprattutto per quanto riguarda la ristorazione, il banqueting, che l’eccessivo risparmio può celare sorprese non sempre gradite. E mi raccomando, per gli animatori: professionalità, professionalità… Professionalità!
E veniamo al punto centrale: dove?
L’ideale sarebbe un luogo che, come detto prima, renda felici tutti, perché non diventi solo una adesione doverosa od un atto formale, ma un momento piacevole ed unico da ricordare per ogni invitato.
Molte ville storiche che si aprono ad eventi privati catturando gli adulti per il loro fascino, come villa Wenner, offrono giardini bellissimi per giochi, frizzi e lazzi per bimbi, in modo anche istruttivo.
L’aspetto pratico da non sottovalutare è che una villa con giardino può anche garantire spazi naturalmente suddivisi per giovani pieni di energia e, diciamo così, diversamente giovani.
E poi, educare al bello e al suo fascino è importante, giusto?
E allora forza e coraggio, si festeggia! Cresceranno presto…

Metti una sera d’estate… Insperati incontri a Villa Wenner

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Metti una sera d’ estate, una villa, il suo giardino.
Metti una sera d’estate, amici, persone, una compagnia che desidera qualcosa di diverso… celebrare, in modo differente, un desiderio di conoscere.
Consideriamo pure che la cultura è qualcosa di vivo, anche inaspettato, insperato.
Metti tutto questo assieme e succede qualcosa come quello che è avvenuto giovedì scorso a villa Wenner,… Insperati incontri, è il caso di dirlo.
Una venue di eccezione può soddisfare diversi bisogni, come quello di diventare cenacolo culturale, contorno di bellezza per un’agape fraterna.
La presentazione del libro di Silvio Perrella dal titolo Insperati Incontri (un augurio? un presagio?) della Gaffi Editore, il 20 luglio scorso a villa Wenner, è stato un po’ tutto questo .
“Un incontro è possibile solo attraverso una relazione, e si ha vera conoscenza unicamente attraverso lo stupore….” Parola di Silvio Perrella, scrittore e critico letterario nato a Palermo che vive e lavora a Napoli ormai da molti anni, perfettamente e brillantemente inserito nel mondo e nella vita letteraria contemporanea (è stato finalista al premio Viareggio e ha vinto i premi Bilenchi e De Sanctis. Nel settembre del 2016 gli è stato conferito, insieme a Raffaele La Capria, il premio Rugarli, dedicato al dialogo tra due generazioni diverse, e pure in dialogo tra loro) ma che non dimentica due parole importantissime: Stupore e Relazione.
Altre parole fondamentali sono spazio e tempo: “In una voce che parla si è depositato il tempo, e il tempo, inoltre, si è imbevuto di spazio. Questo rende possibili incontri veri ed incontri apparentemente impossibili e moltiplica i punti di vista.
Si può provare a parlare di qualcuno che non c’è insieme a qualcuno che c’è…. E soprattutto va cercata la connessione, quella imprevedibile possibilità che due persone si incontrino in un dato luogo e si guardino negli occhi”
Il resto di Insperati incontri è tutto da leggere e da scoprire.
Qualcuno si è incontrato, si è messo in connessione e relazione, nello spazio, nel tempo, con stupore, a villa Wenner 20229814_1424763484275924_5344118217533111483_o

DALLA MOSTRA DELLA MINERVA ALLE DOMENICHE A PORTE APERTE: VILLA WENNER, PERCHÉ UN LUOGO È DI CHI LO AMA

pellezzanoCon il patrocinio morale del Comune di Pellezzano, la famiglia Scarpa, proprietaria di villa Wenner, apre le porte della sua storica e prestigiosa dimora.
Infatti, nelle seguenti domeniche di aprile e maggio 2017: 30 aprile, 7 maggio, 14 maggio, 21 maggio, 28 maggio, con i seguenti orari: dalle 10.30 alle 13.00 dalle 16.00 alle 19.00, previo appuntamento, i giardini e il piano terra della villa saranno visitabili gratuitamente.
Un’ importante occasione per far conoscere, valorizzare un bene parte della storia del nostro territorio.
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Questo fine settimana (7,8 e 9 aprile) villa Wenner sarà anche presente ad un’importantissima iniziativa, la mostra della Minerva a Salerno, presso la villa Comunale, e qui si potranno avere tutte le informazioni.

La Storia

STORICA

Villa Wenner è stata, a partire dalla seconda metà del XIX secolo, la residenza della famiglia Wenner, principale promotrice degli insediamenti industriali tessili nella Valle dell’Irno. Don Alberto Wenner la fece costruire nel 1862 sul terreno comunale di Pellezzano, nella località ancora oggi denominata Villini Svizzeri: in loco sorsero, infatti, altre costruzioni destinate alle famiglie dei cogerenti e degli impiegati delle industrie stesse.
Per la progettazione dell’insediamento svizzero fu chiamato l’architetto Stefano Gasse, già celebre a Napoli per avere progettato la facciata di Palazzo S. Giacomo, sede municipale, ed il Boschetto della Villa Reale.
Il Gasse rimase molti mesi a Pellezzano per seguire da vicino i lavori e volle dare al tutto, anche al parco circostante, uno stile tipicamente neoclassico.
Villa Wenner fu poi realizzata su specifico progetto dell’architetto svizzero Adolfo Mauke. Pregevoli sono i camini; molti elementi in ghisa furono realizzati nelle fonderie annesse alle industrie tessili: il cancello, gli inserti sovrastanti le finestre, le ringhiere delle balconate, il portico principale della villa ed il ponte d’ingresso al quale si accede dal piazzale alla fine di via Filanda.
La villa ha ottenuto nel 1984 il vincolo del Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali.
I Wenner rimasero proprietari dell’edificio fino al 1976, anno in cui diventò la dimora della famiglia Scarpa, la quale attualmente abita il primo e il secondo piano, mentre il piano rialzato e gli annessi giardini sono utilizzati per ricevimenti e cerimonie.