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FESTA DELLA PRIMA COMUNIONE NEI GIARDINI STORICI : PER LA FELICITÀ DI GRANDI E PICCINI

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Parliamo di Prime comunioni. In caso non l’avesse già fatto, il parroco vi comunicherà a breve la data della prima comunione di vostro figlio e dovete organizzare la festa?
Primo punto su cui riflettere: l’evento è un po’ di tutti i partecipanti, quindi cerchiamo di rispondere ai gusti di tutti, sempre con la semplicità che un sacramento religioso richiede.
Secondo aspetto da considerare: avviarsi per tempo è comunque un vantaggio. Ci si può coordinare meglio con le mamme degli amichetti da invitare, alcuni dei quali sicuramente faranno la comunione più o meno nello stesso periodo, la scelta delle location per quel giorno è più ampia etc.
Per la prima comunione, come per tutti gli eventi, vale sempre la regola “affidarsi a professionisti è meglio”. Semplicità ok, ma ricordiamo, soprattutto per quanto riguarda la ristorazione, il banqueting, che l’eccessivo risparmio può celare sorprese non sempre gradite. E mi raccomando, per gli animatori: professionalità, professionalità… Professionalità!
E veniamo al punto centrale: dove?
L’ideale sarebbe un luogo che, come detto prima, renda felici tutti, perché non diventi solo una adesione doverosa od un atto formale, ma un momento piacevole ed unico da ricordare per ogni invitato.
Molte ville storiche che si aprono ad eventi privati catturando gli adulti per il loro fascino, come villa Wenner, offrono giardini bellissimi per giochi, frizzi e lazzi per bimbi, in modo anche istruttivo.
L’aspetto pratico da non sottovalutare è che una villa con giardino può anche garantire spazi naturalmente suddivisi per giovani pieni di energia e, diciamo così, diversamente giovani.
E poi, educare al bello e al suo fascino è importante, giusto?
E allora forza e coraggio, si festeggia! Cresceranno presto…

Metti una sera d’estate… Insperati incontri a Villa Wenner

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Metti una sera d’ estate, una villa, il suo giardino.
Metti una sera d’estate, amici, persone, una compagnia che desidera qualcosa di diverso… celebrare, in modo differente, un desiderio di conoscere.
Consideriamo pure che la cultura è qualcosa di vivo, anche inaspettato, insperato.
Metti tutto questo assieme e succede qualcosa come quello che è avvenuto giovedì scorso a villa Wenner,… Insperati incontri, è il caso di dirlo.
Una venue di eccezione può soddisfare diversi bisogni, come quello di diventare cenacolo culturale, contorno di bellezza per un’agape fraterna.
La presentazione del libro di Silvio Perrella dal titolo Insperati Incontri (un augurio? un presagio?) della Gaffi Editore, il 20 luglio scorso a villa Wenner, è stato un po’ tutto questo .
“Un incontro è possibile solo attraverso una relazione, e si ha vera conoscenza unicamente attraverso lo stupore….” Parola di Silvio Perrella, scrittore e critico letterario nato a Palermo che vive e lavora a Napoli ormai da molti anni, perfettamente e brillantemente inserito nel mondo e nella vita letteraria contemporanea (è stato finalista al premio Viareggio e ha vinto i premi Bilenchi e De Sanctis. Nel settembre del 2016 gli è stato conferito, insieme a Raffaele La Capria, il premio Rugarli, dedicato al dialogo tra due generazioni diverse, e pure in dialogo tra loro) ma che non dimentica due parole importantissime: Stupore e Relazione.
Altre parole fondamentali sono spazio e tempo: “In una voce che parla si è depositato il tempo, e il tempo, inoltre, si è imbevuto di spazio. Questo rende possibili incontri veri ed incontri apparentemente impossibili e moltiplica i punti di vista.
Si può provare a parlare di qualcuno che non c’è insieme a qualcuno che c’è…. E soprattutto va cercata la connessione, quella imprevedibile possibilità che due persone si incontrino in un dato luogo e si guardino negli occhi”
Il resto di Insperati incontri è tutto da leggere e da scoprire.
Qualcuno si è incontrato, si è messo in connessione e relazione, nello spazio, nel tempo, con stupore, a villa Wenner 20229814_1424763484275924_5344118217533111483_o

DALLA MOSTRA DELLA MINERVA ALLE DOMENICHE A PORTE APERTE: VILLA WENNER, PERCHÉ UN LUOGO È DI CHI LO AMA

pellezzanoCon il patrocinio morale del Comune di Pellezzano, la famiglia Scarpa, proprietaria di villa Wenner, apre le porte della sua storica e prestigiosa dimora.
Infatti, nelle seguenti domeniche di aprile e maggio 2017: 30 aprile, 7 maggio, 14 maggio, 21 maggio, 28 maggio, con i seguenti orari: dalle 10.30 alle 13.00 dalle 16.00 alle 19.00, previo appuntamento, i giardini e il piano terra della villa saranno visitabili gratuitamente.
Un’ importante occasione per far conoscere, valorizzare un bene parte della storia del nostro territorio.
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Questo fine settimana (7,8 e 9 aprile) villa Wenner sarà anche presente ad un’importantissima iniziativa, la mostra della Minerva a Salerno, presso la villa Comunale, e qui si potranno avere tutte le informazioni.

La Storia

STORICA

Villa Wenner è stata, a partire dalla seconda metà del XIX secolo, la residenza della famiglia Wenner, principale promotrice degli insediamenti industriali tessili nella Valle dell’Irno. Don Alberto Wenner la fece costruire nel 1862 sul terreno comunale di Pellezzano, nella località ancora oggi denominata Villini Svizzeri: in loco sorsero, infatti, altre costruzioni destinate alle famiglie dei cogerenti e degli impiegati delle industrie stesse.
Per la progettazione dell’insediamento svizzero fu chiamato l’architetto Stefano Gasse, già celebre a Napoli per avere progettato la facciata di Palazzo S. Giacomo, sede municipale, ed il Boschetto della Villa Reale.
Il Gasse rimase molti mesi a Pellezzano per seguire da vicino i lavori e volle dare al tutto, anche al parco circostante, uno stile tipicamente neoclassico.
Villa Wenner fu poi realizzata su specifico progetto dell’architetto svizzero Adolfo Mauke. Pregevoli sono i camini; molti elementi in ghisa furono realizzati nelle fonderie annesse alle industrie tessili: il cancello, gli inserti sovrastanti le finestre, le ringhiere delle balconate, il portico principale della villa ed il ponte d’ingresso al quale si accede dal piazzale alla fine di via Filanda.
La villa ha ottenuto nel 1984 il vincolo del Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali.
I Wenner rimasero proprietari dell’edificio fino al 1976, anno in cui diventò la dimora della famiglia Scarpa, la quale attualmente abita il primo e il secondo piano, mentre il piano rialzato e gli annessi giardini sono utilizzati per ricevimenti e cerimonie.

Mi sposo, raccontami la storia!

cantastorieAbito scelto, location e banqueting pure, lista degli invitati ok, musica a posto, tema definito, ansie della wedding planner placate, almeno momentaneamente… sì , ma mi sposo, ho anche il fotografo, basterà a raccontare?
Nelle ultime tendenze wedding avere qualcuno che racconta per te la storia del tuo matrimonio, che è in grado di divulgarla, pubblicarla, è il massimo!
Associando al tradizionale shooting fotografico e video una sorta servizio “giornalistico”, potremmo definirlo meglio storytellig dell’evento, si potrà offrire pubblicazione sui principali social, su blog personalizzati, su mini libri da utilizzare eventualmente come bomboniere, e soprattutto una cronaca per la memoria del proprio matrimonio.
Ne abbiamo parlato con Valentina Roselli, giornalista fiorentina “con molta voglia di cambiare le cose”. In effetti, è stata lei nel 2013 a creare in Italia questa innovazione, un servizio in più nella filiera wedding.cantastorie2
Dalla piacevolissima chiaccherata con Valentina sono emersi due aspetti fondamentali: il primo è che, come accennavamo all’inizio, il bisogno intercettato di raccontarsi ha un efficace ed attuale riscontro. Il secondo è che, per fare questo, bisogna avere grande apertura, una professionalità con spirito di rete e collaborazione.
Cari sposi, sono questi gli aspetti da considerare nella scelta di chi ci seguirà nel descrivere, con immagini e non solo, il Vostro Giorno.
Celebrate and tell me more… cantastorie3