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Aria di Primavera a Villa Wenner

31179895_10214141007351402_8710710695861157888_oPrimavera, voglia di fare festa a villa Wenner!
Con l’aria di primavera villa Wenner si prepara per la Tua festa, per la Tua cerimonia .
Come in ogni dimora storica che si rispetti, in questo periodo si mette mano a tanti progetti e miglioramenti.
Il giardino deve essere al meglio, magnifiche fioriture, e poi.. tutto quanto pronto per allietare le memorabili serate!
Il nostro slogan, “un luogo è di chi lo ama”, ormai lo ripetiamo come un mantra.
Ma cosa vuol dire in concreto?
In concreto significa che questo luogo è di chi lo apprezza e vuole che diventi proprio, almeno per un’occasione speciale.
Per tale motivo, chi sceglie villa Wenner per il suo evento sceglie personalmente il meglio in ogni dettaglio, rendendo questo posto come fosse casa propria, tenendo sempre presente la dimensione del tutto in un rapporto qualità-prezzo equilibrato.
Non crediamo sia giusto, infatti, che un sogno debba essere per forza irraggiungibile.
Lavorare secondo questa direzione si è dimostrato nel tempo un vero punto di forza.
Altro punto di forza della struttura è avere contatti con tutta filiera dell’ organizzazione eventi, maturati attraverso anni di esperienza.
Possiamo infatti consigliare l’eccellenza per quanto riguarda banqueting, musica, animazione, event planner e quant’altro serva per un giorno speciale.
Scegliere in proprio e con libertà va bene… ma essere lasciati soli, questo mai!
Oltretutto siamo particolarmente attenti alla professionalità di chi opera da noi e attenti pure al richiamo delle nuove tendenze, tendenze nelle quali villa Wenner si inserisce perfettamente, a giudicare dal successo che sta ottenendo con i giovani diciottenni della millennium generation!
E poi non solo… Villa Wenner è da tempo ormai cornice di comunioni, matrimoni, iniziative culturali.
E allora, pronti a vivere un momento di gioia nella magia del passato guardando al futuro? Chi sarà il prossimo padrone di casa a Villa Wenner?
Tra pochissimo questo segreto sarà svelato, intanto… chiamateci Gatsby
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Open. A villa Wenner aprire le porte vuol dire aprire il cuore

open4Sicuramente Open. A villa Wenner aprire le porte vuol dire aprire il cuore.
Questo è quanto accaduto, ad esempio, il 12 febbraio scorso in una specialissima serata nei saloni della nostra antica dimora mitteleuropea per celebrare i quindici anni dell’ OPEN, Associazione Oncologia Pediatrica e Neuroblastoma
Si tratta di una onlus fortemente voluta da genitori, medici e ricercatori da anni impegnati nella lotta contro i tumori che colpiscono i bambini.
OPEN è a favore dei centri di cura di eccellenza regionali per assicurare al bambino e alla sua famiglia l’efficacia della cura e la migliore qualità della vita, contrastando in tal modo le emigrazioni forzate verso centri di cura lontani dalla propria residenza, che sono causa di notevoli e seri disagi.
L’ OPEN lavora a sostegno della ricerca scientifica riconosciuta come unica arma efficace contro il cancro pediatrico e unica reale speranza di vita per i bambini.
Speranza è la parola chiave. Read More

A perfect venue: wedding ma non solo, feste fashion di ultima generazione. Che sia il compleanno o quel che desideri

DSCN1074Compleanno? Diciotto anni? Laurea? Dimenticatevi fumo, discoteche e musica tecno assordante: ora il massimo è una dimora storica con atmosfera ed emozioni .. potremmo dire storico ed artistiche. Desiderio dei più giovani.. ma non solo.
In effetti, i bisogni che vengono soddisfatti in questo modo sono molteplici: fascino di un luogo prestigioso, appoggio di buoni catering/banqueting (che significa ottimo cibo) possibilità di creare un ambiente personalizzato e familiare: festeggiamento in piena regola a trecentosessanta gradi.
Per non parlare dello shooting fotografico che si può realizzare in scenari così suggestivi.
Aggiungete un tema all’evento, di vostro piacimento, e il gioco è fatto! Read More

Storytelling di una dimora storica

Un vero storytelling. In una pausa estiva ci concediamo la forma dello story telling per riprendere ricordi, emozioni, di chi ha amato, vissuto e condiviso un luogo prezioso. E da qui naturalmente si riparte…

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Lì, nella grande villa col suo splendido parco, non ci sono nata, ci sono arrivata un giorno d’estate …. e l’arietta di agosto con il cielo limpido di oggi mi riporta ad un preciso momento.

Venivamo da Roma, era un pomeriggio del 1976.

La meta era proprio villa Wenner, che è stata, a partire dalla seconda metà del XIX secolo, la residenza della famiglia Wenner, principale promotrice degli insediamenti industriali tessili nella Valle dell’Irno. Don Alberto Wenner la fece costruire nel 1862 sul terreno comunale di Pellezzano, nella località ancora oggi denominata Villini Svizzeri: in loco sorsero, infatti, altre costruzioni destinate alle famiglie dei cogerenti e degli impiegati delle industrie stesse.

“Ma allora, quando arriviamo?”. La mia voce cominciava a tradire impazienza. Tra battute scherzose e richiami, tutta la famiglia di cinque persone – mamma, papà, le mie due sorelle ed io – si ritrovò davanti ad un maestoso, storico, cancello da aprire. Il nonno, che ha vissuto gli ultimi anni della sua vita con noi, sostenuto nella vecchiaia dalla forza e dalla bellezza del luogo, ci avrebbe raggiunto dopo qualche giorno.

La fantasia di bambina di nove anni, che si trovava di colpo a scorrazzare in un giardino davanti ad un’imponente dimora, si eccitava moltissimo, ma nella totale ignoranza, in quell’ istante, di ciò che era stato e del futuro.

Comunque, il senso del mistero c’era, ed in ogni caso, la prima emozione avuta scendendo dall’automobile, fu proprio il giardino.

Prato… Che gioia! Lo potevo calpestare, correrci sopra. Lo  Stenotaphrum alto aveva delle spighe, a me sembravano strane perché era un tipo di erba che non conoscevo ancora. Mia madre alzava gli occhi  e guardava  gli alberi: il Cedro del Libano, l’Albero di Giuda, il Pino domestico… tutti nomi che non sapevo; è stata  proprio lei, col tempo,  ad insegnarmeli.

Le ortensie all’angolo della villa posseggono ancora una bellezza sconvolgente,  non hanno mai richiesto innaffiatura neanche nei periodi estivi più caldi. Ci sono da sempre, le ho trovate anche in alcune foto storiche.

Ogni immagine, ogni profumo e soprattutto ogni ricordo ha un valore prezioso, una pietra su cui costruire.

Un altro episodio molto importante nella mia memoria fu l’apertura del giardino e della villa che un anno si fece per una manifestazione, una giornata di  libero accesso a luoghi e siti storici, anche privati. Fino a quel giorno ricordo che sì, mi piaceva il giardino, la casa, ma inconsciamente avevo creduto di vivere in un posto  “normale”. Lo sguardo delle persone che arrivavano mi smentiva.

Da allora, per me, il bisogno di condividere è diventato fondamentale.

Ci sono state molte occasioni, importantissime, in cui ho potuto condividere: iniziative culturali riguardanti la storia di questo luogo, eventi, momenti che hanno inciso fortemente su di me e sulla mia vita. Nuove amicizie, legami, una consapevolezza nuova; ad esempio, è rimasto un ottimo rapporto con alcuni discendenti della famiglia Wenner.

Ci sono poi state esperienze anche molto negative, che hanno segnato profondamente non solo me e la mia famiglia, ma un territorio intero.

Era il 23 novembre 1980. Ricordo molto bene quel tardo pomeriggio. Il mio mondo era tutto nei libri di seconda media. Poco prima un caldo strano, quasi piacevole. Un boato, uno squarcio sul cielo nel tetto di camera mia, senza stelle.

In quel momento la paura la fece da padrona.

Una terribile scossa di terremoto sembrò scuotere l’anima dalla natura stessa.

Ma l’amore per la natura, il bisogno di essere nella natura, ha sempre prevalso.

Me lo aveva inculcato lei, mia madre.

Quando la mattina mi alzo, entro in cucina, ed attraverso la grande finestra, vengo accolta dal maestoso acero – un albero bellissimo, che col suo sembrare eterno, in realtà, scandisce il tempo, mutando foglie e colori – mi sembra di avere i suoi stessi occhi, gli occhi di quando piantavamo i gelsomini, sceglievamo i gerani…

No, io non sono sicuramente lei, ma il nostro giardino ha contribuito a creare tra noi un legame indissolubile, che va oltre, oltre una tremenda giornata, sempre  d’agosto, quando mi ha lasciata. Mi doveva lasciare per essere sempre qui.

Come dicevo all’inizio, in questo posto fatto di verde, di storia, non ci sono nata, e non posso neanche essere certa che ci morirò. La cosa non mi sembra abbia molta importanza.

Oggi sono sicurissima di un’altra cosa, di appartenere a questo giardino, a questa casa, a questa terra e alla sua storia in modo viscerale.

Si tratta semplicemente d’amore. Perché un luogo è di chi lo ama.

Rosa Scarpa

 

 

ARTE E DIMORE STORICHE…VALORIZZIAMO?

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La storia di un luogo è fondamentale… la memoria, il ricordo del passato, tutto meraviglioso…. Ma non si dice sempre che il passato serve a costruire il futuro, ed anche, naturalmente, il presente?
Si può certamente concordare sul fatto che nulla valorizzi di più pregi artistici ed architettonici di epoche trascorse come gli occhi di chi cerca ora, nel nostro tempo, di “creare”.
Ed in realtà, l’arte non soggiace come noi ai limiti spazio –temporali.
Questa la ragione di fondo che ha spinto la proprietà di villa Wenner a coinvolgersi nell’iniziativa della Biennale d’arte 2016 di Salerno, ospitando nella sua dependance quattro artisti per una settimana: due donne e due uomini, colpiti dal potente virus dell’arte, messi in “quarantena”.
In tale circostanza il “virus” viene isolato, ma non può mai essere rimosso.
Controllati a vista dalle telecamere e seguiti in streaming dal pubblico, i selezionati sono stati “costretti” a fare arte in estemporanea per sette giorni, in una sorta di piacevole prigione, mentre fuori “imperversa” la Biennale d’Arte Contemporanea.
“Il virus” non rimosso, in realtà sarà un potente arricchimento per tutti, ed anche per il posto.
Da adesso in poi chi vorrà vivere in questo luogo magico un evento importate da celebrare, avrà la consapevolezza di trovarsi in un sito prestigioso sì per il suo passato, ma proiettato in avanti… che vive.